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180 - Estate 1896: in bici a Cavour (incontrando anche Giolitti)

180 - Estate 1896: in bici a Cavour (incontrando anche Giolitti)

Estate 1896: in bici a Cavour (incontrando anche Giolitti)

 

Il curioso “reportage” (ripreso alcuni anni fa da Paolo Gerbaldo su “Il Corriere di Saluzzo”) apparve sulla rubrica “Dal mare ai monti” presente sulle pagine de “Il Venerdì della Contessa – Miniatura mondana letteraria settimanale”, periodico pubblicato a Torino dal 1888 con una tiratura media che si aggirava intorno alle 15.000 copie.

“Il periodico – scriveva Paolo Gerbaldo – era più attento ai salotti, alle feste, agli abiti e ai comportamenti, che alle problematiche sociali e, comunque, si collocava come uno strumento importante (a cui non mancava un suo valore letterario) per far conoscere al “bel mondo” subalpino quanto succedeva nelle località più alla moda, sia italiane che europee, consacrando di fatto tali località citate come luoghi da vedere e vivere…”.

Un certo “ciclista grigio” firmava il racconto della gita in bicicletta a Cavour, datato 7 agosto 1896: “Una fortuita e benedetta combinazione, fece volgere i miei passi o più giustamente le ruote del mio bicicletto verso questa graziosa cittadina piemontese e v’arrivai proprio in tempo per ammirare le gentili villeggianti accorse dalle vicinanze per osservare tutte le mirabolanti novità che ha un paese quando è in festa.

“Fermatomi dunque sul gran piazzale dove era eretto l’albero della Cuccagna, ho visto passare innanzi a me la simpatica e gentile signora Scotti accompagnata dalla madre signora Marchisio e dalle graziose sorelle; la signora Borda colla bruna figliola che mi ricordo d’aver conosciuto l’anno scorso a Barge, al ballo comunale, dove ho notato il suo “entrain” per il ballo; ho  notato ancora due aggraziate colleghe in ciclismo, le bionde signorine Pozzo che mi ricordano le fini miniature del secolo scorso, … e infine il ballo pubblico, che avrebbe caratterizzato la serata…”.

                “Se nelle pagine del settimanale intrise di frivolezze e mondanità – scrive ancora il Gerbaldo – veniva lasciato poco spazio ad una contestualizzazione delle realtà dei luoghi visitati privilegiando lo stile di vita elegante e lieto del mondo della Belle Epoque, la penna del “Ciclista grigio” sapeva cogliere comunque tutti i dettagli degni di suscitare la curiosità del lettore, compresa la presenza a Cavour di Giovanni Giolitti:

“…Passando per una viuzza ho avuto il piacere d’incontrare l’ex presidente del Consiglio dei Ministri, il simpatico On. Giolitti, accompagnato dal figlio, e davvero l’abito che indossava e l’andatura sua ed il complesso della sua aitante persona avrebbero ingannato l’occhio più scrutatore che in lui non avrebbe ravvisato che il buon proprietario campagnolo, e presupposta la sua “prisca beltà” nell’immenso proverbiale palamidone”.

“La bicicletta – continua ancora Paolo Gerbaldo – allora era un mezzo che offriva ai viaggiatori la possibilità di uno spostamento libero, poco costoso e basato solo sull’abilità fisica.

Nel parlare dell’incontro con lo Statista, l’Autore non tralasciava di far riferimento al palamidone, un tipo di soprabito da cui derivava il soprannome attribuito, nella pubblicistica dell’epoca, proprio a Giolitti che era abituato ad indossarlo”.





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