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 ANCHE A CAVOUR, C’ERANO LE CARCERI

ANCHE A CAVOUR, C’ERANO LE CARCERI

Soppresse nel 1966 per far posto alla Scuola Agraria

 

“Secondo le disposizioni del Codice Penale – scriveva Goffredo Casalis a metà ‘800 nel suo “Dizionario geografico–storico–statistico–commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna” – ogni Capo di Mandamento ha il suo carcere per le provvidenze del giudice riguardanti le pene di polizia”.

Infatti “…con la sconfitta di Napoleone a Waterloo – scrive Walter Careglio su L’EM di Novembre 2013 – si concluse la parabola rivoluzionaria francese che aveva contagiato anche l’Italia. Nel Congresso di Vienna si celebrò la cosiddetta “Restaurazione” con il ritorno dei sovrani sui loro troni. Tuttavia i Savoia impiegarono ben tre anni a ridefinire l’assetto amministrativo delle circoscrizioni provinciali del neonato Regno di Sardegna. Così, fu con un editto regio del 10 novembre 1818 che Pinerolo tornò ad essere il capoluogo di una provincia composta da 68 comuni e suddivisa da 15 mandamenti (enti locali che associavano alcuni piccoli comuni per la gestione della giustizia, le elezioni, le imposte e la leva…”.

Cavour fu uno di questi 15 mandamenti con associati i Comuni di Bibiana, Campiglione e Fenile fino al 1859, quando, alla vigilia dell’Unificazione, un’importante riforma amministrativa portò anche l’antica Provincia di Pinerolo a essere abolita, declassata a Circondario e accorpata a Torino .

E’ per  questo  che, nella  seconda  metà dell’800, nelle scritte  segnaletiche  poste  all’imbocco delle principali entrate al paese (alcune ancora visibili oggi) si leggeva tra l’altro:
                         MANDAMENTO e COMUNE di CAVOUR – Provincia di TORINO –  CIRCONDARIO di PINEROLO (vedi foto)

 

Delle primitive carceri di Cavour si ha notizia nel 1846,
quando, per meglio far fronte alle spese sostenute per l’ampliamento dell’ospedale, “…due stanze poste al piano terreno del nuovo fabbricato vengono adibite a carcere mandamentale, e così pure tutti gli altri locali sono posti all’asta per essere affittati e per far affluire in tal modo un po’ di denaro nelle casse…” (Fonte Gabriella Martina – tesi di laurea in Storia del Risorgimento – L’Ospedale di Carità di Cavour 1777/1899 – AA 1989/1990).Per lo  stesso  motivo, già nel 1819 “una casa  situata all’interno  del  recinto dell’Ospedale era stata  affittata e adibita a Caserma dei Carabinieri…”.
Nel 1903 però, le carceri risultano essere vicino alle Scuole Elementari di allora, dove già era esistito il convento degli Agostiniani poi Collegio, sotto la torre  che si vede in foto.
Infatti, in una  ode dialettale  di quell’anno  dedicata a  Cavour e  agli sposi  “Ciafrin Péras” e  “Maria Lotesan”, si legge fra l’altro:

… ‘l cavôreis sarà pa clamôros
ma l’ha ‘n cômpens dë slans, d’inissiativa:
l’ha ‘d fabriche da lard e d’euli ‘d nôs,
a va vëdi ‘l tramvai quand a part o riva,
e për rendi pi seria l’strussiôn
dnans a le scole a buta le përsôn…”

Nell’Archivio storico del Comune di Cavour, una nota di addebito del serragliere Buffa Antonio, datata 12 luglio 1925, certifica la “fornitura di cancello alla porta d’ingresso ai locali delle carceri mandamentali”.
Qualcuno ricorda ancora il guardiano: il sig. Biglione, detto “’l tirafrui”.
Soppresse nel 1966, le carceri lasceranno il posto all’allora Scuola Professionale per l’Agricoltura.


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