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167 - 25 aprile - della resistenza, della lotta e della liberazione hanno detto...

167 - 25 aprile - della resistenza, della lotta e della liberazione hanno detto...

…”Resistenza”… era la decisione di rischiare la vita pur di salvare la propria dignità morale; di obbedire, cioè, all’imperativo kantiano: “Sumum crede nefas animam preferre pudori et propter vitam vitae perdere causam”: letteralmente, (“Considera una somma empietà anteporre l’esistenza all’onore e perdere lo scopo della vita per la vita”, ndr).
E’ una scelta che poi sempre ti accompagna e ti guida. Molti, lì per lì, neanche se ne rendevano conto; poi l’avrebbero capito e tenuto a mente…”

* Antonio Giolitti
Da “Lettere a Marta – Ricordi e Riflessioni” – 1992

 

“Noi partigiani che abbiamo avuto nelle nostre formazioni compagni che venivano da altre regioni europee – slavi, polacchi, cecoslovacchi, russi, inglesi, francesi – che sono stati valorosi combattenti, pensiamo di aver gettato le basi dell’EUROPA di oggi. Con umiltà abbiamo guardato insieme a loro ad una Europa e ad un mondo senza più guerre, senza più disastri ed inutili distruzioni…
Ai giovani voglio dire di non avere paura di fare politica, perché fare politica significa essere cittadini a pieno titolo, consapevoli delle necessità dei comuni dove si abita, voler capire come risolvere i problemi importanti che sono alla base di una società in cammino, nella nuova dimensione europea.
Con i giovani di altri paesi potrete confrontarvi sul piano dello sviluppo collettivo, nella difesa dell’ambiente, armonizzando la vita e la natura con la tecnologia in continua evoluzione.
Se sapete essere onesti con voi stessi e con gli altri, capirete che stiamo avviandoci verso un mondo interplanetario e multinazionale dove non conteranno più il colore della pelle, le lingue, le religioni, le culture diverse.
Dovrete costruire un mondo a misura d’uomo pensando di difendere la pace, perché la pace è la vita, e la vita vale la pena di viverla con i vostri figli e le generazioni future”.

*dall’intervento di Gino Cattaneo V.P.R. A.N.P.I.
(Raduno Partigiano a Pontevecchio – 18 marzo 1990)
tratto da “IL PREZZO DELLA LIBERTA’ E DELLA PACE” di Maria Airaudo – 1990

 

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

*Piero Calamandrei
da “IL PREZZO DELLA LIBERTA’ E DELLA PACE” di Maria Airaudo – Montoso 1990

 

“Secondo noi la lotta di Resistenza non è finita, anche se gli obiettivi da raggiungere sono diversi da allora: “resistere” oggi puo’ voler dire vigilare contro il pericolo di eversione, combattere la deliquenza togliendo le cause che fanno prosperare mafia, camorra e droga, svuotare gli arsenali – come diceva il Presidente Sandro Pertini - e riempire i granai”.

*da “BAGNOOU: RESISTENZA E PACE”
(ricerche di Jean-Louis Sappé e i suoi ragazzi – Sc. Elem. Angrogna 4a/5° - Anno 1986)

 

…i giovani, di qui a qualche anno, non sapranno neppure più che il loro paese, durante il periodo della Resistenza, è stato teatro di aspre lotte, di gravi disastri e di sofferenze inaudite.
Ricordando invece quello che i loro padri hanno fatto e sofferto, impareranno quanto sia costata quella libertà di cui tutti godiamo e quanto sia necessario saperla conservare.
Perché la libertà è il dono più prezioso di cui possiamo godere, senza di essa tutto il resto è inutile.
Ma la libertà non bisogna fraintenderla, la libertà non è libertinaggio. La libertà non dà solo dei diritti; ma impone anche dei gravi doveri: l’osservanza delle leggi ed il rispetto della persona e della roba degli altri…”

*Don Agnese
da “LA RESISTENZA A BARGE”

 

“… Secondo me, un soldato, a qualsiasi esercito appartenga, è innanzitutto un uomo, che, solo le circostanze e la propaganda politica, rendono amico o nemico: di qualsiasi colore sia la sua divisa, egli avrà perciò la stessa paura di morire e la stessa voglia di tornare a casa…”

Da “NONNO, DOV’ERI QUEL 25 APRILE?”
Testimonianza di Bertolino Santina
(raccolta dalla nipotina Picotto Chantal nell’ambito della ricerca degli alunni
della 3C della Scuola Media Statale “G. Giolitti” di Cavour
coordinati dal Prof. Nicolò Miciletta – 1994)

 

“NON PIANGETE, NON CHIAMATEMI POVERO: MUOIO PER AVER SERVITO LA MIA IDEA”

*Queste le ultime parole incise con uno spillo sulla sua Bibbia tascabile, prima di essere condotto davanti al plotone d’esecuzione, da Willy Jervis, Medaglia D’Oro al Valore Militare.
Villar Pellice, 5 agosto 1944

 


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